MERCOLEDI' 27 SETTEMBRE: A GENOVA SI PARLA DI GUERRA E AFFARI

 

Martedì ventisette e mercoledì ventotto settembre, il circolo “Foresti-De Vena” dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba organizza due iniziative sul tema del pacifismo:  il primo incontro della rassegna – dal titolo “Guerra alla guerra” – si tiene presso il Teatro degli Zingari, ed ha come tema “Guerra e affari”.

I relatori sono: l’insegnante Antonio Carmelo Bruno, presidente del Forum Ambientalista genovese; la giornalista Marinella Correggia, ecopacifista; don Gianni Grondona, sacerdote della Comunità di San Benedetto al Porto; l’avvocato Dario Rossi, esponente dell’associazione Giuristi Democratici.

Ad aprire la giornata è l’ex consigliere comunale Bruno: questi ricorda che, in un momento in cui nel mondo si assiste alla corsa al riarmo, anche quello nucleare, l’Italia fa la sua parte, spingendo per una specializzazione sempre maggiore – anche a causa del fatto che, come ricorderà nel suo discorso la Correggia, il sindacato ha rinucnciato a chiedere la riconversione dell’industria bellica – degli affari di Finmeccanica verso il comparto militare.

Questo in assoluto ossequio a quanto preteso dall’Organizzazione Terroristica dell’Atlantico del Nord, che spinge i suoi sudditi a boicottare, qualunque sia stato il voto all’assemblea generale, la risoluzione Onu del sette luglio scorso che, con la maggioranza qualificata dei due terzi degli Stati membri, ha messo al bando le armi nucleari.

Il successivo oratore è il Rossi che espone quali sono le discipline giuridiche che regolano l’uso delle armi – siano esse convenzionali, nucleari, o altre come il fosforo bianco, l’uranio impoverito, o le bombe a grappolo – e ricorda che l’Italia è il dodicesimo esportatore delle stesse nel mondo.

A ruota, a prendere la parola è la Correggia che comincia il suo discorso ricordando come il primo atto della Rivoluzione russa fu quello di uscire dal primo conflitto mondiale – attraverso la pace di Brest Litovsk, molto gravosa per il Governo bolscevico – proprio mentre gli Stati Uniti d’America si apprestavano a parteciparvi.

Prosegue poi ricordando che l’Italia, in questo momento, è impegnata su tre fronti bellici, anche se in forme diverse: in Libia è coinvolta direttamente sul campo, in Siria fornisce armi ai ribelli antigovernativi, ed in Arabia Saudita – che è il principale interlocutore del nostro Paese quando si menziona questo particolare comparto economico – con la vendita di materiale bellico, utilizzato dal regno wahhabita per bombardare lo Yemen e commettere quello che a tutti gli effetti si deve definire un genocidio.

Conclude, infine, con una vera chicca: quando l’Onu stila i periodici rapporti sulle violazioni dei diritti umani, l’Arabia Saudita – nonostante le infrazioni siano sistematiche e ben documentate – non viene mai citata; questo dipende dal fatto che i regnanti sauditi sono tra i più importanti finanziatori della struttura con sede a New York... ed ecco spiegato il fatto che faccia addirittura parte della Commissione per i diritti umani.

Ultimo ad intervenire è don Grondona che racconta l’esperienza della Comunità e della sua parrocchia in merito al rapporto con i migranti, visti come il prodotto principale che la guerra che l’Occidente porta avanti nei Paesi dai quali proviene la maggioranza delle "persone in cammino".

 

Genova, 28 settembre 2017

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

http://pennatagliente.wordpress.com